
I piedi in testa
12 Marzo 2025
Scopri di piùAttenzione a non prendere troppo alla lettera il nome delle posture yoga. Qualche volta possono trarre in inganno o portarci sulla strada sbagliata. È quello che potrebbe accadere con un asana importante e complesso come Sirsasana, letteralmente «posizione sulla testa», in italiano detta anche «verticale sulla testa». A metterci in guardia è David Keil, insegnante yoga ed esperto di anatomia, in un articolo pubblicato sul suo sito Yoganatomy. Il nome è fuorviante, spiega Keil, perché
Quando pensiamo alla verticale sulla testa, quello che realmente dobbiamo cercare di fare è un equilibrio sugli avambracci, con la testa che tocca solo leggermente la terra. Per riuscirci, Keil suggerisce di guardare alle componenti anatomiche essenziali per creare delle fondamenta solide e una postura stabile.
Le mani, innanzitutto: c’è un grande dibattito su come devono essere tenute le mani in Sirsasana, se aperte o chiuse in un unico pugno. Probabilmente, la posizione più corretta è quella che consente a un praticante di sentirsi più stabile e togliere il peso dalla testa e dal collo. Il problema si pone per coloro che non riescono a salire in verticale o per quelli un po’ traballanti. Probabilmente, suggerisce Keil, per i principianti è più accessibile la prima opzione, perché in questo caso la testa e le spalle si spostano naturalmente in avanti, agevolando la salita, ma un corretto allineamento predilige la seconda opzione, che consente alle spalle di spostarsi indietro, in linea con i gomiti, portando in asse tutto il corpo, attraverso l’ingaggio dei muscoli dentati anteriori. Non è solo una questione di allineamento: portare le spalle avanti permette di liberare il collo e la testa, liberandoli dal peso del corpo. Ovviamente, in questo modo è più difficile mantenere l’equilibrio, dunque è necessario arrivarci per gradi, rafforzando progressivamente le fondamenta di Sirsasana.